domenica 17 maggio 2015

L'ACQUA E' UN DIRITTO: MOZIONE SUI 50 LITRI GRATUITI GIORNALIERI

acqua50litri_FotorAbbiamo presentato una mozione con cui chiediamo l’accesso gratuito per i cittadini ai primi 50 litri di acqua potabile per uso domestico. La mozione, che sarà discussa nella seduta del consiglio comunale di mercoledì prossimo 20 maggio, propone al Comune di intraprendere ogni iniziativa di propria competenza, affinché Tea SpA adotti una politica tariffaria che consenta ad ogni cittadino residente la gratuità giornaliera dei primi 50 litri di acqua potabile, senza nessun costo od onere aggiuntivo, per solo uso domestico, necessari per garantire i bisogni essenziali, tra i quali i servizi igienico-sanitari ed il pieno godimento dei diritti umani sanciti dall’ONU.
La mancata fatturazione per la gratuità dei primi 50 litri di acqua potabile potrà essere facilmente ripartita, col criterio della progressività, diluendola sulle eccedenze erogate. Questa iniziativa contribuirà a garantire ai cittadini suzzaresi la diminuzione delle bollette del servizio idrico, innescando altresì principi virtuosi di risparmio della risorsa.
La mozione fa riferimento alla risoluzione approvata il 28 luglio 2010 a New York dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che riconosce l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari tra i Diritti Fondamentali dell’Essere Umano e per questo consi-derati Universali. Il Contratto Mondiale per l’Acqua indica in circa 50 litri la quantità minima giornaliera per soddisfare i bisogni essenziali di un essere umano, necessari per favorire i servizi igienico-sanitari di base, ancora preclusi ad oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo.
L’acqua potabile è un bene comune: indispensabile per la sopravvivenza dell’uomo; presente in natura in quantità limitata e con concentrazioni territoriali disomogenee, dunque prezioso; entrato a far parte ufficialmente della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Quindi, l’acqua potabile, almeno per il quantitativo necessario alla sopravvivenza, non può essere considerata una merce assoggettabile a logiche di libero mercato, come una qualsiasi altra merce, e pertanto deve essere necessariamente gestita fuori dalle regole di profitto.

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