mercoledì 27 aprile 2016

SCUOLE: ANCORA RISPOSTE ZERO!

Ancora zero risposte dalla maggioranza al termine del consiglio comunale aperto sugli spazi scolastici, chiesto dal M5S insieme agli altri gruppi della minoranza.
Alla seduta erano presenti oltre 100 persone, fra cui molti genitori e operatori del mondo della scuola. Abbiamo sempre detto che vorremmo una cittadinanza più presente e partecipe sui problemi della città. L'ampia partecipazione di ieri testimonia quanto il tema stia a cuore ai suzzaresi e quanto sia stato giusto creare un'occasione di confronto con gli amministratori.
Moltissimi gli interventi e le richieste dei partecipanti, che hanno accusato la maggioranza di non dare risposte adeguate al problema della carenza di spazi e hanno avanzato anche alcune proposte, fra cui la possibile destinazione temporanea di un alcuni spazi del centro culturale "Piazzalunga" al vicino istituto comprensivo 1.
Nonostante questo, la sinistra suzzarese (o quello che ne resta...) ha avuto ancora il coraggio di agitare lo spettro della strumentalizzazione nei confronti della minoranza. Ecco, questi signori non capiscono che c'è una bella differenza tra fomentare i cittadini e cogliere i disagi già in atto e dar loro voce, in quanto le risposte non arrivano mai. Ed è quello che si è voluto fare con questo consiglio aperto: dare voce ai cittadini e alle loro richieste per spingere l'amministrazione a fornire risposte concrete e precise. E' inammissibile ritrovarsi al 27 di aprile ancora senza sapere con precisione la dislocazione delle classi nel prossimo anno scolastico.
Crediamo che non dovrebbero esserci scuole di serie A e scuole di serie B, che bisognerebbe fare in modo che entrambi i comprensivi beneficiassero di sedi nuove, sicure e moderne in egual misura. E’, infatti, innegabile che negli anni alcuni plessi scolastici siano stati fortemente penalizzati e altri no, basta osservare le aule, le tinteggiature, le attrezzature, le pavimentazioni, le disponibilità e le condizioni dei servizi igienici, dei laboratori e degli spazi per il sostegno.
Chi amministra ha il dovere di prendere delle decisioni per tempo: non decidere ha lo stesso valore di una scelta politica sbagliata e non fa altro che alimentare inutili diatribe tra le famiglie.

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